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Categoria: Riflessioni

Home / Riflessioni
06Febbraio
2025

Sulla Parola del Signore – V Domenica del Tempo Ordinario /C

6 Febbraio 2025
Riflessioni
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Domenica 9 febbraio 2025 

Dov’è appoggiata la tua vita? Quali sono le tue sicurezze? A cosa ti appiglieresti se un uragano la sconvolgesse? Ognuno di noi dovrebbe porsi queste domande, almeno una volta, per centrare la vita su ciò che per noi conta davvero, per evitare di lasciarcela sfuggire di mano, per non rischiare di scoprire alla fine di non aver vissuto davvero.

C’è chi si fida solo di se stesso; peccato, ha perso l’occasione di incontrare il meglio di ciò che lo circonda. C’è chi si appoggia al proprio partner, alla famiglia, alla propria comunità. E, a volte, si scontra con illusioni e delusioni. C’è chi si fida di Dio: ha incontrato la fede e attraverso di essa nutre la propria speranza.

Nell’episodio del Vangelo di oggi, il pescatore Simon Pietro ha faticato invano tutta la notte ma non ha preso nulla. Evidentemente in quei giorni quella zona del lago è sprovvista di pesci. Ciononostante, decide di fidarsi di Gesù e «sulla sua parola» getta le reti. La pesca sarà abbondantissima.
Sulla Parola di Gesù, Pietro fonderà la sua vita: dalla fiducia nel perdono dei suoi peccati alla missione di pescatore di uomini. È la testimonianza di noi cristiani: riconoscere i nostri limiti, ma lavo-rare tenacemente per migliorarci, nel confronto con la Parola del Signore, e nella certezza che Lui ci indica la strada migliore. Anche quando ci sembra di non capirla, la vita è il meraviglioso viaggio verso la quiete del suo porto: Dio.

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01Febbraio
2025

Noi siamo di Dio – Presentazione del Signore /C

1 Febbraio 2025
Riflessioni
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Domenica 2 febbraio 2025 

Quest’anno il calendario ci porta a festeggiare di domenica, a quaranta giorni dalla sua nascita, la Presentazione al Tempio di Gesù. Nell’ebraismo, infatti, Dio è il datore di ogni dono, e le primizie sono da restituire a lui. Non fa eccezione il primo figlio, che è offerto e consacrato al Signore nella sua casa, il tempio di Gerusalemme.

Questo atteggiamento di riconoscenza ha molto da insegnare alle persone del nostro tempo. La società ci porta a pensare che tutto ci sia dovuto, e siano uno scandalo la malattia, la povertà, l’indigenza. Siamo pronti ad accusare lo Stato, la vita e persino Dio stesso se non abbiamo tutte le opportunità di chi ci circonda e − apparentemente − sta meglio di noi. Tendiamo a sentirci defraudati dei nostri diritti se tutto non va come vorremmo, e troviamo sempre qualcuno a cui dare la colpa, non fosse altri che la sfortuna.
Ci educhi alla verità uno come Simeone che ha aspettato pazientemente tutta la vita la realizzazione del suo sogno, e ora sfiora la gioia del cielo perché la sua speranza non è stata vana.

Perché Dio non esaudisce sempre le nostre richieste, ma mantiene le sue promesse. E, tra queste, felicità e pace per tutti i suoi figli, perché lui può agire quando smettiamo di accampare pretese; e conosce il nostro bene, anche quando confonde i nostri progetti per renderci più grandi e veri.

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24Gennaio
2025

Oggi si è compiuta questa Scrittura – III Domenica del Tempo Ordinario /C

24 Gennaio 2025
Riflessioni
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Domenica 26 gennaio 2025 

Cosa faremmo se qualcuno ci garantisse la realizzazione dei nostri desideri più grandi prendendo un treno che passa soltanto oggi? Saremmo disposti a lasciare tutto il resto?
Molti di noi hanno tante buone intenzioni, che puntualmente rimandano a domani. Non sono pronti, dipendono da altri, hanno altre urgenze e, in fondo, mille scuse.

Davanti a un testo biblico del profeta Isaia, Gesù mette da parte le interpretazioni tradizionali, che rimandavano le promesse di gioia e liberazione al futuro. Oggi è quel momento; io sono il consacrato dallo Spirito di Dio per portare il lieto annuncio ai poveri, per ridare la vista ai ciechi, per liberare prigionieri e oppressi, per mostrare a tutti l’amore di Dio!
Gesù è stato il Messia che ha realizzato tutto questo. Ma ancora oggi, sulla terra, ci sono prigionieri nel corpo e nell’anima, ciechi nella vista e nella mente, poveri di beni e di affetti.

Oggi il nostro mondo ha bisogno di seguaci del Cristo che adempiano i sogni di Dio, che rendano concreta e visibile la Grazia che lui ha per noi, che si lascino riempire dallo Spirito d’amore, di rispetto e tolleranza, di impegno quotidiano per la giustizia e la verità. «Solo per oggi…» scriveva san Giovanni XXIII. Non perché non ci sarà un domani, ma perché il nostro tempo da vivere è l’oggi, e qualsiasi motivo per non farlo sarebbe un inutile e sciocco alibi.

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17Gennaio
2025

Cana, segno dell’amore di Dio – II Domenica del Tempo Ordinario /C

17 Gennaio 2025
Riflessioni
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Domenica 19 gennaio 2025 

Quello che per noi è un miracolo straordinario, per l’evangelista Giovanni è semplicemente un segno: un segno della gloria di Gesù e un segno per la fede dei discepoli. Ci sarà sempre chi metterà in dubbio la testimonianza di questo racconto o troverà giustificazioni razionali all’irrompere dell’inspiegabile nella realtà umana. I segni, per loro natura, rimandano a qualcosa di più importante. Come dice il proverbio, «quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito».

Nell’episodio delle nozze di Cana troviamo un Gesù piuttosto titubante, se non addirittura contrario a un suo intervento. Non ritiene giunto il tempo di rivelarsi. Maria interviene dietro le quinte, notando il problema ed esprimendo la sua fede in quel figlio che – come ben sa – ha il compito di salvare l’umanità. «Qualsiasi cosa vi dica, fatela» è una dichiarazione di fiducia totale, un messaggio che sintetizza ancora oggi il cristianesimo per tutti noi.

Gesù usa quello che c’è – l’acqua, la voglia di festa di sposi e invitati, la disponibilità dei servi – e ne fa qualcosa di buono, anzi di ottimo. Se quello che abbiamo e che siamo è condiviso, la gioia può traboccare per tutti. Dio ha già riempito di doni l’umanità, ha concesso i suoi carismi a ciascuno di noi, ha indicato la via della giustizia e dell’amore. Tocca prima di tutto a noi cristiani seguirla, affinché altri possano credere in Lui.

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10Gennaio
2025

Lo spirito del Battesimo – Battesimo del Signore /C

10 Gennaio 2025
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Domenica 12 Gennaio 2025

Che cos’è il Battesimo? Quale significato ha nella nostra vita quotidiana? È necessario e opportuno battezzare i neonati? Oggi la liturgia ci invita a porci queste e altre domande, nel ricordo del battesimo di Gesù.

Sì, anche lui si sottopose al rito del battesimo di Giovanni, l’immersione nelle acque del Giordano che mostrava a tutti la scelta di mettere la propria vita sulla strada retta che Dio ha nel cuore per noi. Il Vangelo ci conferma che Dio ne fu felice, si compiacque di questo suo Figlio amato. Lo Spirito Santo prese dimora in Gesù, tanto da renderlo capace di parole e gesti pieni d’amore, degni del Padre.

I cristiani compresero che il loro Battesimo avrebbe avuto le stesse caratteristiche: mettersi in ascolto dell’amore del Padre per ciascuno di loro; scegliere di seguire i suoi consigli di vita; accogliere lo Spirito Santo che, giorno dopo giorno, ci può trasformare in uomini e donne più simili a Lui.

Il Battesimo non può essere soltanto un’etichetta, un ricordo o una tradizione. Ogni giorno siamo chiamati a vivere da figli di Dio, nella sobrietà, nella giustizia, nella preghiera e nella misericordia, come ci ricorda San Paolo. Solo così il nostro Battesimo sarà efficace. Non per difetto dello Spirito di Dio, ma per gli ostacoli che noi possiamo mettere sulla sua azione nella nostra vita.

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03Gennaio
2025

Gesù vera luce – II Domenica dopo Natale /C

3 Gennaio 2025
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Domenica 5 Gennaio 2025

L’incontro con la luce è una delle esperienze primarie dell’uomo.
«È venuto alla luce», si dice, pensando al momento in cui ciascuno di noi ha iniziato a respirare autonomamente. La luce permette di vedere, di conoscere, di agire. La luce risveglia, esalta, guarisce. La luce si alterna alle tenebre, consentendoci di apprezzarla o di rimpiangerla. Forse per questo l’antica lingua indoeuropea definiva la divinità come colei che emana luce.

In molte culture l’origine del cosmo è pensata in connessione con la luce: la prima alba della cultura egizia; l’esplosione di miriadi di luci e armonie dal suono della divinità creatrice nell’induismo; la Parola generatrice di Yahvé nella Bibbia: «”Sia la Luce!”. E la luce fu» (Genesi 1,3).
Per San Giovanni, Dio è Luce (1 Giovanni 1,8). E Cristo è il Verbo, la Parola che l’ha resa presente, e ancora oggi può illuminare l’umanità, svelandole l’amore del Padre e rendendola sua figlia (Giovanni 1,1-5. 9-12).

Agli uomini spetta la scelta di accogliere o meno questo dono: vivere come se nulla fosse cambiato con la sua venuta; non ascoltare la sua voce amorevole che conduce alla pace; accontentarsi di luci artefatte e caduche. Oppure seguire i discepoli della luce vera, quel Gesù che ci invita a vedere, da figli, la luce in noi. E ci esorta a non nasconderla sotto il moggio, ma ad essere luce per il mondo intero (Mt 5,14-16).

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29Dicembre
2024

La Santa Famiglia – Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe /C

29 Dicembre 2024
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Domenica 29 Dicembre 2024

Il Vangelo di quest’anno, nella festa della Santa Famiglia, ci propone l’episodio di Gesù dodicenne che rimane nel tempio di Gerusalemme all’insaputa dei propri genitori. Il racconto un po’ ci consola: la situazione poteva essere gestita meglio, nelle dinamiche familiari. Sì, Gesù nobilmente aveva dato priorità al Padre celeste; ma un cenno ai genitori non era un minimo e necessario segno di riconoscenza e di rispetto?

Non vogliamo giudicare nessuno, tantomeno il Signore. Ma ci pare giusto ricordarci che non ci sono famiglie perfette, senza momenti bui, incomprensioni, disagi. Piuttosto il Vangelo ci rammenta la successiva sottomissione di Gesù ai genitori a Nazaret; sottolinea la capacità di Maria di custodire nel cuore fatti, dubbi e domande, conservando la fede in Dio, che guida i passi degli umili; indica che anche Gesù deve crescere, in ciò che è automatico (età) e in ciò che è frutto di scelta, di ricerca, di preghiera (sapienza e grazia).

Dobbiamo riconoscere che la famiglia è il nido in cui possiamo crescere, la palestra in cui ci alleniamo alla vita e all’amore. In famiglia possiamo essere accolti, anche quando non siamo capiti; soccorsi, anche quando non ce lo siamo meritati; custoditi, anche quando abbiamo scelto la nostra strada.
La famiglia è veramente indispensabile: per ciascuno di noi come lo fu per Gesù.

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21Dicembre
2024

Maria, mamma del Natale – IV Domenica di Avvento /C

21 Dicembre 2024
Riflessioni
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Domenica 22 Dicembre 2024 – IV Domenica di Avvento

Come non c’è nascita senza madre, così non c’è il Natale senza Maria. Dio ha scelto lei: una semplice ragazza di un piccolo villaggio, umile, determinata, generosa. Noi la salutiamo come piena di grazia, cioè piena di Dio. In lei quel figlio speciale si poteva sentire a casa, accolto e amato, sempre e comunque.

Gesù bambino sta arrivando, ancora una volta, nel nostro Natale. Sta a noi decidere di attenderlo come Salvatore o come tradizione e folklore; sta a noi fargli posto nella nostra casa, nella nostra famiglia, nelle nostre scelte; sta a noi scegliere di aprire le porte del cuore e dell’anima per scommettere la nostra vita su di lui.

Gesù non è ingombrante, non chiede nulla e non forza nessuno. Scende sulla terra per la gioia di tutti. Tanti non si accorgeranno di lui, come avvenne la prima volta. Non per caso i primi ad andarlo a salutare e omaggiare sono stati i pastori, mal visti dalla gente, poveri e poco puliti, ma robusti nella fede.

Eppure quel bimbo è il regalo più grande che Dio poteva fare all’umanità: se stesso, la sua Parola, la sua Luce. Gesù trasmetterà a tutti la verità, cioè farà conoscere Dio così com’è: amore eterno e incondizionato. Vivrà mostrando e costruendo pace e benessere per l’umanità. Chi seguirà la sue parole potrà sentirsi figlio dello stesso Padre. Davvero quel bimbo salverà il mondo. Ora tocca al mondo lasciarsi salvare da Lui.

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14Dicembre
2024

Cosa dobbiamo fare? – III Domenica di Avvento /C

14 Dicembre 2024
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Immaginiamo un dirigente di un’azienda in crisi che sia obbliga-to a mettersi a fare l’inserviente; un professore che si adatti a fare le fotocopie e a pulire i locali della scuola; un presentatore tivù che passi a occuparsi di spettacoli di borgata o di oratorio… le definiremmo carriere al contrario, e probabilmente saremmo dispiaciuti per loro: «Poverini, non se lo meritavano!». Eppure, certe professioni poco blasonate sono ancor più importanti di quelle altisonanti: nel momento in cui ci serve, quanto vorremmo un bravo e onesto idraulico, quanto è difficile trovare una badante a nostra misura…

Sono passati duemila anni, ma questa è una delle idee di Gesù meno accolte dal pensiero comune: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo e il servitore di tutti». Anche il linguaggio tradisce gli stessi ministri del cristianesimo: pensiamo al “boccone del prete” o al significato dello “stare da papa”.
Papa Francesco ha provato a invertire la tendenza con piccoli gesti quotidiani, con la scelta di vetture e appartamenti ordinari, con l’umiltà di certi incontri da prete semplice tra la gente.

Se vogliamo conformarci a Gesù, però, tocca a noi cambiare la mentalità. Essere più felici di un figlio onesto, serio, che non sta mai con le mani in mano, di uno che ha trovato il modo di vivere come un pascià, servito e riverito da tutti. Nella nostra vecchiaia e debolezza, probabilmente, ci starà molto più vicino.

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07Dicembre
2024

Raddrizzare i propri sentieri – Solennità dell’Immacolata Concezione /C

7 Dicembre 2024
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Le vite delle persone del nostro tempo spesso assomigliano alle strade di montagna o di collina, con i loro tratti irregolari, le svolte prive di visibilità, le salite e le discese repentine.
Le cose si complicano, si accavallano gli imprevisti, si perdono le proprie sicurezze. Vorremmo ritrovare la strada diritta, priva di problemi e piena di soddisfazioni.
Eppure, nella maggior parte dei casi tutto ciò che possiamo cambiare è dentro di noi. Vorremmo marito, moglie, figli, parenti, vicini, capi, professionisti e politici diversi… ma il loro cambiamento è un’illusione o, meglio, non può dipendere da noi.
Giovanni Battista è un profeta credibile. Ha la schiena diritta, vive dell’essenziale, si astiene dal male. Il suo grido è a difesa della giustizia di tutti, del bene comune, della limpida verità.
Sulle rive del Giordano accoglie tutti coloro che decidono di non dare la colpa di ciò che non va agli altri, ma si guardano dentro e decidono di correggere i propri sbagli, di cambiare il loro atteggiamento, di riempire i propri vuoti esistenziali con scelte coraggiose di vita.
Tutti, a ben vedere, abbiamo limiti e difetti da smussare, nodi da sciogliere e peccati per cui farci perdonare. Dio vuole la nostra salvezza, ma noi siamo disposti a togliere ogni ostacolo affinché possa compiersi nella nostra vita?

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