Adorazione vocazionale e saluto a Emanuele

Pubblicato giorno 12 ottobre 2020 - Eventi

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Caro Emanuele,
la Provvidenza di Dio ti sia sempre tenera madre! Si, proprio la tenerezza di Dio, che ha cura di ogni suo figlio, che sa donare più di quando osiamo chiedere e sperare, che è padre e madre tenerissima, che perdona e ama senza misura.
Questa domenica ti resti sempre nel cuore, il Signore proprio oggi rinnova la tua vita cristiana, la amplifica e ti inserisce più saldamente alla sua Chiesa. Oggi questa comunità ha pregato per te, ti ha presentato a Gesù e ti ha fatto dono di una rinnovata effusione dello Spirito.
Ora, inizia un tempo nuovo nella tua vita, il tempo della semina! Il Signore stesso ara, semina, innaffia la tua anima con la sua grazia; apre gli spazi sconfinati del tuo cuore e della tua mente affinché Lui possa compiere in te la sua opera d’amore.
Ogni vocazione è chiamata ad amare, sempre meglio fino al cuore di Dio; ti raccomandiamo: non smettere mai d’amare, fai dell’amore la strada maestra; non ti arrendere mai, nemmeno difronte alla prova, allo scoraggiamento, all’incomprensione e alla delusione. Fai memoria di questa comunità che tra gioie e dolori ti ha generato nella vocazione. Porta nel tuo cuore i nostri volti e presentaci ogni giorno al Signore; anche noi lo faremo e dovunque il Signore ti conduce porterai sempre il segno del nostro amore e la forza della nostra preghiera.
Ti vogliamo bene per quello che sei e ti ringraziamo per la tua vita che vuoi donare al Signore! Esultiamo per la tua gioia, ti accompagniamo nelle tue paure, ci stringiamo a te nella debolezza … siamo e vogliamo essere per te comunità/mamma per non farti mancare mai l’amore di cui ognuno ha bisogno
Ti portiamo nel cuore e nelle preghiere …. La tua comunità parrocchiale di San Carlo

 

 

Il saluto di Emanuele:

San Paolo, nella prima lettera ai Corinzi dice: “Fede, speranza e carità, ma la più importante è la carità… (1Cor 13)
Tra le te virtù teologali, mi piace, la speranza… La Croce è la base della nostra vita, la Croce è segno, sofferenza, dolore, tristezza, come è stato per Gesù. Ma essa è anche risurrezione, per mezzo della speranza per vedere e capire ogni cosa nella prospettiva di Dio.
La speranza è necessaria quando c’è qualcosa che non va, aspettiamo l’aiuto di Dio che è forza del suo amore, che è misericordia, ma Gesù ci chiede di fare altrettanto con gli altri. “chi vuol seguirmi prenda la propria croce e mi segua…, con amore, carità e semplicità, bisogna avere nostalgia e desiderio dell’amore vero.
Questo pensiero è la semplificazione della mia vocazione, tante persone mi sono state vicine, in quello che ho fatto di bene e anche nei miei errori, a partire da Don Gerardo che, come Gesù ha avuto il coraggio di portarmi fino a qui e avanti ancora… quando si sbaglia e poi rifletti, capisci quello che è giusto, capisci come ti devi comportare, soprattutto è ESPERIENZA, e per farla devi avere il coraggio di rischiare, di metterti in gioco come un discepolo. Mi sono allontanato dalla Chiesa dopo la cresima, fino all’estate 2017 a 23 anni. Sono tornato in parrocchia un po’ per gioco, come animatore del Grest, e da li non sono più uscito; Gesù sapeva tutto… Fino ad oggi sono passati 3 anni in cui ho lavorato, pregato; 3 anni di Esperienza. Gesù ha voluto fortemente che io arrivassi qui, ho sperimentato la sua Misericordia, la sua salvezza nel cuore di tanti fratelli e sorelle. Gesù ci lascia liberi nelle nostre scelte, ma ha reso bella e felice la mia vita, non mi ha mai fatto mancare l’amore e la tranquillità.
A gennaio, terminata l’ultima esperienza lavorativa, ho preso del tempo per me, per la mia anima: ho cominciato a meditare il vangelo ogni giorno, pregavo e chiedevo al Signore quale fosse la mia strada. Una settimana di esercizi spirituali a Paliano dai passionisti mi ha aiutato a capire ancora meglio; prima del lockdown sono riuscito a concentrarmi ancora di più su questa chiamata. In questo periodo pregavo tanto, sono rimasto tante volte solo con Gesù Eucaristia, per sentire nel cuore la sua voce e comprendere la sua presenza nel mio quotidiano. Una delle cose più belle che faccio nelle mie giornate? Aprire la chiesa…è il momento che splende il sole che è Dio, dove Gesù può uscire e chiamare chiunque vuole; non abbiate paura, aprite, anzi spalancate le porte a Cristo… non è solo una citazione di Giovanni Paolo 2, riguarda tutto, dalle porte della chiesa fisiche alla porta del nostro cuore. Voglio sforzarmi di essere sale per dare sapore e luce non nascosta, ma ben visibile a tutti per portare, con umiltà, la speranza. Non so se sarò prete, ma questo è il mio obiettivo, se Gesù vuole, passo dopo passo, con la certezza che Gesù c’è sempre, in me e in tutti noi e, come Maria, devo solo dire Eccomi.
Prego e pregherò sempre per questa comunità che mi ha portato fino a qui, che come una madre, ha partorito questa vocazione che è mia, e vostra. Continuiamo a rimanere uniti, perché Gesù, il gregge lo vuole unito, ogni pecorella con il proprio carisma per creare la comunità. Come diceva San Giovanni Paolo 2…Non abbiate paura, mai. Chiedo a tutti voi il dono della preghiera per poter fare sempre la sua volontà, per la sua gloria e al servizio della Chiesa.

 

Nella pagina Galleria alcuni dei momenti salienti.

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